Daniele Arturo

(Lucca 1878-1944) Diplomato al Liceo classico sceglie la professione di farmacista che abbandona dopo pochi anni, restano come ricordo alcuni quadri giovanili firmati A. Speziale. La sua carriera si svolse lungo un percorso di oltre quarant'anni. Da autodidatta, il pittore s'interessa ad artisti come Domenico Morelli, Vittorio Grubicy, Pellizza da Volpedo, e quindi ad una pittura che privilegiava il dato contenutistico. Le prime opere (eseguite tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento) riflettono la volontà di superare la tradizione della pittura locale fedele al naturalismo impressionista introdotto dal pittore Alceste Campriani allora nominato Direttore dell’ Istituto d’Arte.Degli anni Venti ricordiamo il 'Viatico del povero' (1920-25) e il 'Gesù sulle acque' (1921-22), opera inviata alla XIII Biennale veneziana (1922). Tra 1930 e 1939 abbandona momentaneamente composizioni allegorico-religiose per dedicarsi a piccoli paesaggi e soprattutto a nature morte con tavolozza nitida e luminosa, lontana ormai dal divisionismo.Nel 1940, interrompe il suo lungo isolamento, esponendo le sue opere alla Galleria Salvetti di Milano. Il buon risultato economico lo stimola a presentarsi nuovamente al pubblico, due anni più tardi, alla Galleria Ranzini, sempre a Milano.